Inizio > Escursioni > Sentiero verde-azzurro (GE), 24 luglio 2004

Il Sentiero verde-azzurro

Il Sentiero verde-azzurro è un itinerario che collega Genova a Portovenere percorrendo a mezza costa la Riviera di Levante. Lungo complessivamente circa 140 km, si snoda lungo sentieri, crose e strade secondarie in un dolce saliscendi che tocca tutte le località rivierasche, abbinando l'interesse naturalistico e paesaggistico - si attraversano tre Parchi: Portofino, Cinque Terre e Portovenere - a quello antropologico e culturale. La quota massima a 570 metri ed il dislivello totale (salita e discesa) contenuto tra 500 e 900 metri lo rendono adatto a tutti; la possibilità di concludere quasi tutte le tappe concedendosi un bagno ristoratore invoglia a percorrerlo anche nella stagione estiva.
Come l'Alta via dei monti liguri, fu ideato a metà degli anni '80 dal Centro studi Unioncamere Liguri, che ne promosse la tracciatura raccordando in parte sentieri già esistenti e ne pubblicò una guida in dieci volumetti (uno per ciascuna tappa). A differenza dell'AVML, però, il sentiero verde-azzurro è caduto lentamente nel dimenticatoio: la guida è esaurita da parecchi anni, i segnavia specifici scomparsi e mai più rinfrescati, la memoria del percorso sopravvive in alcune carte un po' datate. Questo crea qualche difficoltà di orientamento specie nelle tappe più vicine a Genova, mentre proseguendo verso Levante l'itinerario spesso coincide, almeno in parte, con altri sentieri segnati dal CAI o dalla FIE, oppure - come tra Levanto e Framura - è stato sommariamente ritracciato da organizzazioni locali.

Noi abbiamo deciso di provare a ricostruirlo in tutto il suo svolgimento dopo averne già percorsi alcuni tratti nell'ambito di altre escursioni, andando come nostro solito in direzione ovest: partenza da Portovenere ed arrivo a Genova. Complessivamente lo abbiamo coperto in 20 tappe, ma alcune di queste costituiscono frazioni di altri itinerari ed altre brevi passeggiate tra due località balneari: Portovenere-Riomaggiore, Riomaggiore-Monterosso, Monterosso-Levanto, Levanto-Bonassola, Bonassola-Deiva, Deiva-Moneglia, Moneglia-Riva, Riva-Sestri Levante, Sestri Levante-Lavagna, Lavagna-Zoagli, Zoagli-Santa Margherita, Santa Margherita-Portofino, Portofino-San Fruttuoso, San Fruttuoso-Camogli, Camogli-Recco, Recco-Sori, Sori-Bogliasco, Bogliasco-Nervi, Nervi-Sturla, Sturla-Genova.

Dettagli XIV tappa

Camogli-San Rocco-Il Poggio-Mortola-Fornelli-Batterie-Passo del Bacio-San Fruttuoso

Da Camogli (21 m.), all'altezza del bivio con la provinciale per Ruta (parcheggio), si prende lo stradello, contrassegnato dalla FIE con due cerchi rossi pieni, che dapprima segue il corso del torrente Gentile superando le ultime abitazioni del paese, e successivamente risale la Costa del Castellaro tra vecchie case coloniche, fino alla frazione di San Rocco (219).
Giunti sul piazzale della chiesa (spettacolare panorama sul Golfo del Paradiso ed il Monte di Portofino), si prosegue sulla destra lungo il sentiero "due cerchi pieni", attraversando in piano tra coltivi le suggestive località Il Poggio (200) e Mortola (245), con notevole vista sul Golfo del Paradiso e Punta Chiappa. Superati oliveti ormai abbandonati, tra cui si fa largo la macchia, il percorso si fa vieppiù aspro e roccioso giungendo al bivio di Fornelli (238), dove si mantiene il sentiero ignorando la deviazione a sinistra (segnavia "due triangoli vuoti") per Semaforo Nuovo e Pietre Strette. In breve si arriva alle Batterie (246), zona con insediamenti militari (casematte e postazioni di tiro) risalenti alla II guerra mondiale, accessibili e tristemente suggestivi.
Da qui si aggira in discesa il Monte Campana, sovrastante Punta del Buco, con passaggi stretti ed esposti su roccia culminanti nel Passo del Bacio (200), attrezzato con catene, che immette nell'ampio e frastagliato vallone della Cala dell'Oro, con i suoi imponenti massi di conglomerato a picco sul mare. Si contorna tutta la Cala, superando ancora un paio di passaggi stretti od esposti, scendendo gradualmente verso l'interno fino all'ex caserma della Finanza (75); a questo punto, il sentiero taglia orizzontalmente sopra Punta Carega, risalendo ripidamente in un fitto bosco la Costa del Termine fino all'omonimo valico (328). Da qui si scende altrettanto ripidamente verso San Fruttuoso (14), ormai in vista, effettuando svariati tornanti all'interno di un forteto; giunti a livello del mare, si fiancheggia in piano un bosco fino alla banchina. Una breve visita al borgo, scoprendo che l'Abbazia è chiusa perchè in restauro, e ci ritempriamo con un bagno rinfrescante nelle limpide acque della Baia di Capodimonte, celebre per la statua del Cristo degli Abissi, ricollocata proprio pochi giorni fa dopo essere stata restaurata in occasione del cinquantennale. Un po' di relax sulla spiaggetta, e torniamo a Camogli in battello, rivisitando dal mare l'itinerario percorso.
 

Distanza percorsa: 5,56 km
 
Cartografia:
Riviera di Levante, Golfo del Tigullio - Carta dei sentieri e rifugi 1:25.000, Edizioni Multigraphic, Firenze
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Golfo del Paradiso da Mortola154 visite
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Emanuela e il Golfo del Paradiso da Mortola311 visite
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Batterie, vista dall'interno della torretta124 visite
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Punta Chiappa dalle Batterie130 visite
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Seconda batteria126 visite
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Vista dalla torretta della seconda batteria122 visite
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Punta del Buco dalla seconda torretta123 visite
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Punta Carega130 visite
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Emanuela e Punta Carega145 visite
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Aggiramento del Monte Campana145 visite
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Passaggi esposti aggirando il Monte Campana167 visite
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Superato il Passo del Bacio143 visite
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Cala dell'Oro124 visite
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Arrivo a San Fruttuoso111 visite
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Cala di Capodimonte ed abbazia di San Fruttuoso111 visite
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Camogli dal battello111 visite
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