Inizio > Escursioni > Monte Carevolo (PC), 23 agosto 2009

Mappa e dettagli escursione

Gambaro-Pian del Lupo-Monte Carevolo-Cantone-Costa della Crociglia-Vecchia Dogana-Mogliazze-Colla di Gambaro-Casa Bernardi-Gambaro


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Da Piacenza, percorriamo la SP654R della Val Nure fino a Gambaro (853 m.); parcheggiamo lungo la provinciale e saliamo in paese seguendo le indicazioni per Gambaro Chiesa.

Proprio di fronte alla parrocchiale di S.Pietro Apostolo, a fianco del Castello Malaspina in ristrutturazione, parte la lastricata contrassegnata dal segnavia CAI 045, che attraversa in salita la parte settentrionale del borgo.

Tra il XV e il XVII secolo Gambaro è stato il principale centro del marchesato dei Malaspina, esteso tra Val Nure (fino a Podenzano) e Valdaveto. Dopo l'annessione al Ducato di Parma, il castello è caduto lentamente in rovina.

Giunti ad una fonte nei pressi di una stalla abbandonata (936), l'ascesa prosegue tra arbusti su mulattiera - col Carevolo che fa fugacemente capolino - fino ad una spianata brulla (1037). Qui teniamo la sinistra ben guidati dal segnavia, mentre notiamo nuvole sempre più basse in quota. Rientriamo ben presto nella faggeta alle pendici est del Carevolo, e, superata una seconda fonte, facciamo una sosta in una radura fiorita per il nostro abituale pranzo al sacco (1200 circa). Ripartiti, si continua a salire nel folto uscendone all'area prativa di Pian del Lupo (1406), dove incontriamo un branco di cavalli al pascolo (1h 20' netti da Gambaro).

Il nome deriva dall'uccisione, negli anni '20, dell'ultimo lupo che si aggirava per la valle. Lupi che, con il progressivo abbandono delle montagne e dei boschi da parte dell'uomo, hanno fatto ritorno proprio negli ultimi anni: corsi e ricorsi della storia e della natura.

Superato il pantano creato dal rio che scorre nella piana con qualche disagio e difficoltà di orientamento (il segnavia è carente, occorre tagliare a nord-est rispetto al punto d'arrivo), individuiamo la ripida rampa sterrata che in 10' dà accesso alla sella tra Carevolo e Crociglia (1461). Qui il panorama è surreale: alla nostra destra la vetta del Monte Carevolo è quasi completamente avvolta dalla foschia delle nuvole basse, che sembrano calare a vista d'occhio anche sul crinale. Decidiamo di salire nonostante la visibilità limitata: la traccia del sentiero CAI 001, che rimonta il fianco occidentale del cono erboso, appare ben evidente anche in caso di peggioramento. Terminata la salita, percorriamo la spianata sommitale (1552) quasi ad intuito, arrestandoci ad una rudimentale croce in legno (10' dalla sella): una compatta barriera ovattata ci circonda, riducendo la visuale a pochi metri in un'atmosfera sinistramente fiabesca.

Ci affrettiamo a scendere temendo che le nubi possano abbassarsi ulteriormente, ma una volta sul crinale un raggio di sole fa capolino e la foschia inizia ad attenuarsi. Seguendo il percorso 001 svoltiamo a sinistra in una fitta faggeta, fino alla radura di Fontana Benedetta (1503, 35' dalla vetta del Carevolo), alla quale 3 cavalli si attardano ad abbeverarsi tanto a lungo da farci soprassedere al riempimento delle borracce. Una volta ripartiti, però, uno ci seguirà a lungo, riscuotendo le carezze di Emanuela.
Proseguiamo nella faggeta, uscendo definitivamente allo scoperto dopo 20' circondati da verdeggianti pascoli, che ci accompagneranno fino al Crociglia. In pochi minuti si raggiunge il Cantone (1507), crocevia di sentieri dove si trova un'altra sorgente (in questo caso captata per riempire una cisterna ad uso agricolo). Ignoriamo il sentiero CAI 105 che si stacca a destra verso Castagnola e procediamo sulla Costa della Crociglia (1528); lasciamo poi a sinistra anche il sentiero 013 (1480), per aggirare il monte vero e proprio ad ovest sul tratto dello 001 già percorso due anni fa. Purtroppo, la vista panoramica sui monti tra Val Nure e Val d'Aveto è compromessa dalla foschia.
Superiamo diversi nuclei di escursionisti e gitanti che come noi hanno sfidato il tempo nuvoloso e scendiamo al Passo Crociglia (1475), svoltando a sinistra su asfaltata. In prossimità di due grossi massi sulla destra abbandoniamo il segnavia 001, diretto alla Ciapa Liscia, e seguiamo lo 015, che si mantiene dapprima sulla carrabile, ne taglia due tornanti imboscandosi a sinistra (segnavia poco evidente) ed infine la ritrova in prossimità della Vecchia Dogana (ora Rifugio GAEP "Vincenzo Stoto", 1367).
Proprio di fronte al rifugio il sentiero si stacca, con traccia poco evidente e segnavia che può essere occultato dai mezzi posteggiati, lungo il prato oltre l'asfaltata, calando subito tra le frasche oltre una riva. Di qui si raggiunge facilmente, per stradello piano e battuto, l'area umida delle Mogliazze (1300), l'uscita dalla quale comporta un malagevole periplo tra arbusti su terreno fangoso (segnavia ambigui).

In dialetto piacentino moglio, radice dei toponimi di varie località vicine a corsi d'acqua, significa fradicio, come i terreni soggetti ad allagamento.

In breve ci si innesta in una carrareccia proveniente da destra, che dapprima su ghiaia (con bella vista sul Carevolo e i monti sovrastanti Pertuso e Rompeggio) e poi su sassi irregolari scende sempre più ripida verso Colla di Gambaro (900), terminando sulla provinciale della Val Nure. La seguiamo verso sinistra in discesa fino alla corte agricola di Casa Bernardi (868), dove per prati tagliamo un paio di curve, ritrovandola in prossimità del bivio per Molinello. Ancora 800 metri di asfaltata ed arriviamo all'auto.

A Colla di Gambaro, percorsi pochi metri di provinciale, sulla destra si stacca un tratturo infrascato che conduce a Gambaro evitando l'asfaltata, dopo aver guadato il torrente Gambarello. Data l'assenza di segnavia e, soprattutto, la consistente portata d'acqua del torrente dopo le ultime piogge, noi abbiamo preferito non verificarne la praticabilità a rischio di dover risalire.



Tempo impiegato: 4h 52'
Distanza percorsa: 15 km
Dislivello in salita: 895 m.
Dislivello in discesa: 895 m.



Bibliografia:
Appennino Piacentino - Guida Escursionistica, CAI, Piacenza, 2002
Alto Appennino Piacentino - carta escursionistica 1:50.000, Regione Emilia-Romagna/CAI, Piacenza, 2006

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Arrivo a Gambaro96 visite
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Gambaro, chiesa di San Pietro apostolo38 visite
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Chiesa di S. Pietro a Gambaro, interno38 visite
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Gambaro, Castello Malaspina48 visite
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Castello Malaspina a Gambaro, porticato sul retro47 visite
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Chiesa di Gambaro dal castello42 visite
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Malva alcea andando al Carevolo71 visite
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Malva moscata andando al Carevolo66 visite
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Colchico autunnale a Pian del Lupo70 visite
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Sotto la vetta del Carevolo52 visite
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Salita al Carevolo nella foschia53 visite
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Prato fiorito di garofanini ai piedi del Carevolo62 visite
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Crinale erboso salendo alla vetta del Carevolo49 visite
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GiElle sulla vetta del Carevolo78 visite
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Carevolo avvolto dalle nuvole37 visite
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Ciao Carevolo...43 visite
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