Inizio > Escursioni > Monte Lesima via Cima Colletta, Monte Terme e Monte Tartago (PV-PC), 3 agosto 2008

Dettagli escursione

Passo del Brallo-Bocco-Cima della Colletta-Passo La Colla-Monte La Colla-Monte Terme-Monte Tartago-Monte Lesima-Pian del Lesima-Passo la Colla-Bocco-Passo del Brallo

Dalla piazza principale del Passo del Brallo (951 m.) imbocchiamo, a sinistra del palazzo comunale, via della Fontana, che - contrassegnata dal segnavia 001 proveniente dal Passo del Penice  - risale l'abitato fino ad incrociare la strada asfaltata diretta a Bocco; si segue quest'ultima a sinistra, tagliando poi dritto su sentiero per ritrovarla all'ingresso nell'abitato (1069), che si attraversa tra casette addossate. Svoltiamo infine a destra lungo una mulattiera che, oltrepassato l'incrocio col sentiero 109 che si stacca a sinistra, si inerpica lungo il fianco nord-est della Cima della Colletta, dapprima infida e sassosa tra una rada pineta, poi ampia entrando in una fitta faggeta. In un tratto piano, il nostro sentiero volta seccamente a sinistra (segnavia non evidentissimo) verso la spianata sommitale (1494), che si raggiunge quasi a vista per ripida erta tra prati.

La mulattiera, invece, prosegue in direzione del vicino rifugio Nassano, donde parte una sciovia che termina proprio sulla Cima della Colletta: volendo, è quindi possibile seguire anche questa deviazione.
Il tratto di sentiero percorso fin qui è noto come Strada di Annibale: il condottiero cartaginese, sconfitti i Romani nella battaglia del Trebbia (218 a.C.), pare abbia risalito col suo esercito la valle fino al Lesima per poi svernare in quel di Zerba, presidiata dai Liguri suoi alleati. A conferma del passaggio, i nomi di numerose località della zona (Zerba, Tartago, Bogli, ecc.) presentano chiare assonanze con nomi di luoghi nordafricani (Djerba, Chartago, Bougie), probabilmente perchè fondate dagli stessi soldati cartaginesi.

Si scende dolcemente dapprima per prati, poi attraverso il bosco, incrociando nuovamente il sentiero 109 che percorreremo al ritorno, fino al Passo La Colla (1350), dove si incrocia nuovamente la strada che sale dal Brallo. Proseguiamo dritto senza incertezze, imboccando il sentiero che risale il boscoso monte La Colla (1438), di cui non si percepisce la raggiunta sommità, completamente ammantata da alberi, fino a che si inizia la modesta discesa che conduce alla sella con il Monte Terme (1489).
La salita di quest'ultimo si svolge prevalentemente su una cresta prativa, transitando tra armenti con bella vista sulla valle dell'Avagnone e sul complesso turistico di Pian del Lesima; discendiamo pure tra ameni pascoli fino al Passo della Ritorta (1448), spartiacque tra le valli dell'Avagnone, del Boreca e dello Staffora con piacevole vista sui Monti Chiappo ed Ebro.
Inizia qui, sempre in compagnia di bovini ed equini al pascolo, la salita lungo la cresta erbosa del Monte Tartago: poco dopo il passo, in prossimità di un isolato albero, occorre prestare attenzione a mantenere la sinistra, seguendo la (ben segnalata) diramazione del sentiero 001 verso il Lesima, mentre la traccia principale prosegue a destra verso il Passo del Giovà; da qui fino alla vetta del Lesima, non vi saranno difficoltà di orientamento ma solo...fisiche, con le ultime due erte verso l'anticima e la cima del Tartago (1688), entrambe prative, particolarmente severe. Fatica peraltro ben ricompensata dallo straordinario panorama su monti e paesi delle valli Avagnone, Boreca e Staffora, nonchè dal "mitico" pallone radar in cima al Lesima, che finalmente ci si staglia dinanzi in tutto il suo ripugnante e tecnologico fascino.
Un'ultima salita per prati ed il sentiero sfocia - proprio accanto ad uno strano accrocchio di antenne attrezzato accanto ad una vetturetta, il cui affabile proprietario ci spiegherà essere una postazione per radioamatori - nella carrabile realizzata a servizio del radar, lungo la quale compiamo, in compagnia di uno strano adolescente materializzatosi quasi all'improvviso, lo strappo conclusivo verso la vetta. Breve ricognizione dell'area circostante il sinistro pallone, stranamente aperta ed incustodita, e ci inerpichiamo verso l'autentica vetta (1724), contraddistinta da una croce in ferro ormai quasi "sfrattata" dal radar, trovandola...sorprendentemente affollata di motociclisti (del resto, c'è la strada...), che naturalmente ben si guardano dall'agevolare il non semplice passaggio.

Secondo una leggenda, il nome Lesima deriverebbe dal latino laesa manus, dalla ferita alla mano riportata da Annibale mentre risaliva il monte per aver una panoramica chiara della zona dall'alto, ad evitare imboscate romane durante la discesa verso Zerba.

Qualche scatto fotografico ad immortalare la stupenda vista, ed imbocchiamo la via del ritorno, scendendo a sinistra lungo il sassoso e scosceso sentiero 123 del CAI per Zerba (attenzione, subito sotto la cima, ad un segnavia ambiguo che sembra invitare a proseguire in cresta), di cui tagliamo un tornante proseguendo dritto per prati. Si contorna il versante sud del monte, giungendo rapidamente in vista della rocciosa parete orientale, dalla quale tuttavia ci si allontana subito, operando - in prossimità di un'altura - una secca svolta a destra, a cui ne segue dopo poche centinaia di metri una altrettanto netta a sinistra, che immette nel bosco fino a quel momento fiancheggiato (1529). In pochi minuti si giunge al punto in cui il sentiero contrassegnato dal CAI svolta verso destra, entrando in un'ampia radura, mentre noi proseguiamo dritto in discesa, tenendo la larga mulattiera sterrata che stavamo già percorrendo (1470). Dopo un primo tratto senza incertezze, si entra nei pascoli del Prato di Cavanna, con la traccia che si fa più esile: teniamo a riferimento ciò che resta di una recinzione sulla nostra sinistra, nonchè il monte Penice, che appare a nord-est quando la visuale si apre.
In breve, si giunge all'incrocio con l'asfaltata proveniente da Zerba (1369), contrassegnata dal segnavia del CAI (sentiero 9, ma il numero non compare), che si segue verso sinistra fino alla località Pian del Lesima (1250).

Volendo, è possibile abbreviare il percorso imboccando, all'altezza del primo tornante a destra dell'asfaltata, una carrareccia che taglia dritto, raggiungendo il Passo la Colla senza transitare per i Piani di Lesima.

In prossimità del complesso alberghiero (dove è in corso l'annuale raduno degli Alpini, i cui cori sentivamo nitidamente fin sul monte Tartago), il sentiero svolta a sinistra in direzione del Passo La Colla, sfociando nel 101 percorso all'andata. Seguiamo quest'ultimo fino al bivio (già notato salendo) con il 109, che si imbocca a sinistra appena iniziata la salita nella boscaglia verso Cima della Colletta, proseguendo poi senza difficoltà fino a confluire nuovamente nel 101 poco prima di Bocco. Qui prendiamo a destra, facendo ritorno al Passo del Brallo per la stessa via dell'andata.
 

Distanza percorsa: 16,87 km
Dislivello totale: 2346 m.
Tempo impiegato: 5h 40'
 
 
Bibliografia:
Alto appennino piacentino - Carta escursionistica 1:50.000, Regione Emilia-Romagna-CAI, Piacenza, 2006
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Passo del Brallo, piazzale273 visite
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Passo del Brallo, edifici rurali188 visite
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Bocco168 visite
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Alta Val Trebbia da Bocco230 visite
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Trebbia dalla Cima della Colletta147 visite
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Controllo cartografia sulla Cima della Colletta175 visite
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Quadro georgico sulla Cima della Colletta162 visite
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Cima della Colletta salendo al Bocco190 visite
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Val d'Avagnone da Bocco155 visite
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Sperduto sulla Cima della Colletta194 visite
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Monti La Colla, Terme, Tartago e Lesima da Cima Colletta169 visite
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Monti Tartago e Lesima dal Monte Terme164 visite
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Valle Staffora dal Passo della Ritorta154 visite
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Passo della Ritorta161 visite
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Cavalli al pascolo al Passo della Ritorta148 visite
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Costone erboso del Monte Tartago169 visite
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