Inizio > Escursioni > Monte Aiona (GE), 15 agosto 2009

Dettagli escursione

Lago delle Lame-Passo del Cerighetto-Passo della Spingarda-Monte Aiona-Passo Prè de Lame-Pozza della Polenta-Lago delle Asperelle-Lago delle Lame


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Da Piacenza, percorriamo la SS45 della Val Trebbia fino a Marsaglia, dove seguiamo a sinistra la SP586 della Val d'Aveto fino a Rezzoaglio. Qui prendiamo ancora a sinistra la SP654 della Val Nure, arrivando dopo circa 3 km a Magnasco, dove svoltiamo a destra in direzione del Lago delle Lame (1048 m.), che raggiungiamo in 2 km circa. Con qualche peripezia troviamo parcheggio presso l'omonima Locanda affacciata sull'incantevole specchio d'acqua, sulla cui riva consumiamo l'abituale pranzo al sacco tra famigliole, gitanti e pescatori.

Il sentiero parte proprio dallo stradello che passa dinanzi alla locanda, col lago sulla destra, indicato in un primo tempo con una linea gialla; dopo pochi metri si arriva però ad un bivio dove si svolta a destra, iniziando la salita nella Foresta delle Lame guidati da un doppio ordine di segnavia: quello FIE "due linee gialle" e quelli del Parco dell'Aveto A1 e A2.
Guadagnata una quota prossima ai 1200 metri il sentiero spiana e si fa battuto, mantenendosi nel folto fino alla zona delle Verranelle, dove prima appare la costa dell'Aiona, poi la dorsale tra Val d'Aveto e Valnure, con Groppo Rosso, Maggiorasca e Bue.
Superato il Rio Agoraie, si ricomincia a salire più decisamente nella fitta faggeta fiancheggiando il rio Rezzoaglio, fino ad incontrare, nei pressi di una rudimentale fonte, un doppio bivio al quale occorre prestare attenzione, data l'esilità della traccia e la segnaletica non del tutto puntuale (1425, 1h circa dalla partenza). Il segnavia A2 prosegue a destra verso le Agoraie (cartello su un albero); noi invece si continua diritto in salita fino al poco evidente bivio successivo, dove si mantiene il segnavia A1 (che d'ora in avanti sarà abbinato all'A3) verso sinistra, mentre l'A2 e il "due linee gialle" si staccano a destra (da lì faremo ritorno).
Pochi minuti e si esce allo scoperto, tagliando a mezz'altezza l'aspra e pietrosa costa occidentale dell'Aiona con bella vista sulla Val d'Aveto a sinistra, ghiaioni e pietraie a destra. Suggestivo in particolare il guado dei diversi rami del Rio Rezzoaglio, uno dei quali forma graziose cascatelle a cui è possibile rifornirsi d'acqua. In breve la costa diventa erbosa ed il sentiero si fa mulattiera battuta, piegando decisamente a destra e rientrando nel bosco in prossimità del Passo del Cerighetto (1470, 2h circa dalla partenza), dove il segnavia A1 si stacca a sinistra verso Villanoce.
Noi si mantiene l'A3, che in 15' scende, sempre più largo ed agevole, verso il quadrivio del Dragonale (1382), dove si innesta nel percorso FIE "rombo giallo vuoto" proveniente da Amborzasco, che sale a destra su ampia e ben segnalata carrareccia. Superate le amene - benchè poco ricche d'acqua - cascatelle del Rio Ronco del Diavolo, ed un belvedere con pannelli esplicativi della vista panoramica sui monti tra Val d'Aveto, Val Nure e Val Ceno, in 45' dal Dragonale giungiamo al Passo della Spingarda (1549), dove inizia l'ascesa alla vetta dell'Aiona.
Guidati da almeno tre segnavia dipinti su alcune roccette di fronte al cartello della forestale con l'indicazione del Passo, ci avviamo a destra lungo la costa erbosa. La salita è regolare ma ripida, si ammorbidisce solo una volta raggiunta (10') la sconfinata distesa di erba e pietre che ne caratterizza la sommità, in cui gli unici elementi ben distinguibili sono i pali dell'Alta Via dei Monti Liguri (ci troviamo sul percorso della 33ª tappa) e...i bovini al pascolo. Da qui alla vetta (1701), perlomeno quella nota come Monte Aiona Croce, mancano ancora 20' di salita abbastanza impegnativa, con pietre di dimensioni sempre maggiori che prendono gradualmente il sopravvento sull'erba.
Purtroppo, il cielo coperto e la foschia che ci hanno accompagnato per quasi tutto il tragitto non ci permettono di goderci ed immortalare degnamente il panorama a 360° che si gode da quassù, come non particolarmente felice è la scelta dei CAI locale di indicare le vette circostanti in modo fin troppo stilizzato su un pannello metallico ormai scolorito alla base della croce in vetta.

Per il ritorno proseguiamo il cammino verso nord-ovest tenendo a riferimento i pali dell'AVML; la discesa, dapprima lieve poi vieppiù ripida, avviene lungo la costa erbosa del versante opposto del monte, offrendoci una fugace vista sul Lago di Giacopiane prima di calare alla vasta area prativa di Pian delle Pumme (1615, 15' dalla vetta), dove incontriamo un branco di cavalli al pascolo. Qui rientriamo nella Foresta delle Lame, arrivando in altri 15' al Passo Prè de Lame (1537), dove abbandoniamo il segnavia AVML per svoltare a destra, ritrovando quello FIE "due linee gialle". Questo è forse il tratto più disagevole dell'intero percorso, sia per il fondo fangoso e sconnesso, sia per la scarsa visibilità dei segnavia; non presenta tuttavia particolari difficoltà d'orientamento, ed in 10' si raggiunge il doppio bivio incontrato all'andata. Stavolta si prosegue dritto al primo, svoltando a sinistra al secondo seguendo l'indicazione "Agoraie" infissa su un albero. Subito dopo si ritrovano anche i segnavia A2, A3 e PNX del parco.
Superati tre ponticelli si transita accanto al faggio "Colonne d'Ercole", uno degli "alberi monumentali" della foresta, mantenendo i segnavia A2 e PNX al bivio dove l'A3 si stacca verso sinistra, fino ad un piazzale con una capanna in legno (1387). Qui si lascia l'A2, che prosegue a sinistra, prendendo la strada forestale delle Agoraie che scende a destra. In 10' si passa accanto alla Pozza della Polenta, area umida così detta per le fioriture di Caltha palustris, che a maggio le conferiscono un colore giallo che si staglia nell'ambiente circostante. Superato un magazzino della Forestale si fiancheggia la recinzione del Lago delle Agoraie, in questo periodo asciutto, ignorando la deviazione che si stacca a sinistra; si abbandona poi il segnavia PNX, che svolta a destra seguendo la recinzione, proseguendo lungo la carrareccia contrassegnata dall'acronimo PNO, che tocca il Lago delle Asperelle (1277), pure ridotto a torbiera. Si mantiene la strada forestale scendendo nel bosco - questo è il tratto più noioso dell'intero percorso - fino ad un bivio nei pressi di un belvedere con cartello descrittivo delle cime circostanti (1125); qui si prende a destra la deviazione che permette di tagliare diversi tornanti della carrareccia, passando per un anfiteatro morenico con grossi blocchi di origine glaciale ed arrivando in breve al Lago delle Lame (2h dalla vetta dell'Aiona).


Tempo impiegato: 5h 28'
Distanza percorsa: 16,24 km
Dislivello in salita: 985 m.
Dislivello in discesa: 985 m.


Bibliografia:
Carlevero, Sentieri Piacentini vol. 2, Editoriale Libertà, Piacenza, 2006
Il Parco Naturale Regionale dell'Aveto, Carta escursionistica 1:25.000, Studio Cartografico Italiano, Genova, 2005

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Lago delle Lame, vista da sud135 visite
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Lago delle Lame, vista da nord119 visite
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Lago delle Lame, locanda122 visite
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Sorbo degli uccellatori presso Lavazzoli158 visite
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Sorbo degli uccellatori, dettaglio delle bacche171 visite
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Manifesto sulla roccia106 visite
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Appare l'Aiona103 visite
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Groppo Rosso, Maggiorasca, Martincano105 visite
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Costa dell'Aiona104 visite
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Monte di Mezzo, Crociglia e Sobasto102 visite
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Costa rocciosa dell'Aiona108 visite
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Paesaggio lunare tagliando la costa dell'Aiona113 visite
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Ghiaione tagliando la costa dell'Aiona123 visite
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Guado del Rio Rezzoaglio125 visite
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Monte Chiodo nei pressi del Cerighetto123 visite
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Groppo Rosso, Maggiorasca, Martincano e Tomarlo dal Cerighetto111 visite
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