Inizio > Escursioni > Sul Monte Figogna (GE) per la guidovia della Guardia, 10 febbraio 2008

Dettagli escursione

Pontedecimo-Case Marseno-Case Zuccarello-Gaiazza-Sareto-Santuario della Guardia

Dopo aver consumato un pasto leggero (antipasto e primo) ma prelibato a base di pesce presso il ristorante Scalvini (che consigliamo), da piazza Pontedecimo (nella omonima località, 92 m.) imbocchiamo via Pieve di Cadore e, seguendo il segnavia FIE "due cerchi rossi pieni", superato il ponte Dadomo sul torrente Verde svoltiamo a destra in via Campo di Tiro. Raggiungiamo così il campo sportivo "Grondona", a sinistra del quale, per gradinata, inizia l'ascesa.
Superato un viadotto ferroviario su ponticello in cemento, il cammino prosegue su sentiero nella boscaglia, fiancheggiando case sparse ed orti, fino a confluire nella carrabile in località Case Marseno (209, bella vista sui versanti nord e sud-ovest della Valpolcevera). Si abbandona ben presto l'asfaltata, per salire a destra nella macchia su sterrata fino all'abitato di Case Zuccarello (297), dove si ritrova la carrabile (via Zuccarello - Gaiazza), che si segue a destra in discesa ad un trivio con edicola votiva. Al successivo bivio si mantiene la sinistra in salita, raggiungendo - con vista panoramica sul versante nord della Valpolcevera - il borgo di Gaiazza (323), toponimo derivante dall'originario Galeassa, per la prigione che vi fu costruita in epoca medievale. Si svolta a destra in prossimità di un recinto con equini, mantenendola in direzione del centro del paese; giunti ad uno slargo appare ben evidente, sulla sinistra, l'arco metallico che segna l'inizio del "Percorso verde ex guidovia", riqualificato nel 2006 con tabelloni esplicativi della storia e della tecnica della vecchia Guidovia della Guardia, attrezzi ginnici ed aree di sosta (questi ultimi peraltro già quasi tutti divelti), e contrassegnato dalla FIE con il segnavia "linea-due punti".

Dal tabellone posto nella pensilina (conservata) della fermata di Gaiazza apprendiamo che la guidovia fu realizzata, dopo vari progetti di ferrovie e funivie vanificati dai costi eccessivi, da Carlo Corazza, un imprenditore piacentino tenace e devoto (fece un voto alla Madonna della Guardia dopo esser sopravvissuto alla perdita di un polmone), applicando il rivoluzionario sistema di trasporto ideato da un altro piacentino, Alberto Laviosa, fondatore delle Autoguidovie Italiane. In tempi in cui la motorizzazione era ancora di là da venire, l'autoguidovia abbinava i minori costi e vincoli costruttivi del trasporto su strada alla capacità della ferrovia di superare in sicurezza forti pendenze, anche in curva: le vetture, spinte da motori a combustione interna (prima a benzina, poi diesel), montavano ruote in gomma piena che scorrevano su due cordoli paralleli in calcestruzzo della larghezza di 25 cm., sul cui lato interno erano applicate delle guide d'acciaio, a loro volta fissate a traversine metalliche collocate ad intervalli regolari di circa un metro. Inaugurata nel 1929 e portata a compimento del 1934, la guidovia della Guardia collegava Serro di S. Quirico (66) al Santuario (804) sviluppandosi per 10,594 km con una pendenza media del 6,65% (i primi 4 km circa, fino a Gaiazza, oggi sono però poco leggibili perchè asfaltati a seguito della progressiva urbanizzazione dei luoghi). Dai primi anni '60, con la costruzione della strada asfaltata e l'inaugurazione del più comodo e veloce servizio di autobus, inizia il declino, fino alla cessazione dell'attività nel 1967.

Da Gaiazza il tracciato della guidovia si snoda quasi rettilineo, poi compie un ampio tornante a sinistra fiancheggiando alcune villette (bel panorama su Ceranesi e il versante nord della Valpolcevera), infine prosegue pressochè diritto, con piacevole vista sul versante sud-ovest, fino ad incrociare la carrabile in località Sareto (417). In questo tratto i cordoli e le guide metalliche sono quasi sempre evidenti, a parte qualche colata di cemento nei pressi delle abitazioni, mentre la cavità centrale è stata livellata alla sede stradale con terriccio o cemento, occultando le traversine metalliche ed il lato interno del cordolo che tratteneva le ruote delle vetture.
A Sareto, invece, per diverse centinaia di metri il tracciato è scomparso sotto l'asfalto: dopo aver attraversato la rotabile si prosegue diritto lungo via Piancraiolo, ritrovando la guidovia solo dopo un trivio sterrato (procedere dritto tra gli alberi) che adduce ad un'area di sosta e parcheggio, superata la sbarra che interdice il passaggio alle auto.
Di qui in avanti il percorso della guidovia è rimasto inalterato, pure con le traversine spesso visibili; la salita, lungo la quale ci fa compagnia una "strana coppia" di mountain bikers (bambino scattante, papà ansimante), ha una pendenza moderata e costante, ma 6,5 km al 6,5% senza pause alla fine si riveleranno una prova severa per i muscoli delle nostre gambe, ancora poco allenate dopo la pausa invernale.
Superato un torrentello su un ponte, la guidovia taglia verso sud-est percorrendo il versante nord del Monte Figogna; intorno a quota 500 si apre un belvedere, opportunamente attrezzato con cartelli esplicativi, che offre un panorama a 360° sulla Val Polcevera, con - da nord - i monti Figne, Taccone, Leco e Calvo, poi sullo sfondo il gruppo innevato dell'Antola, infine la bassa valle dominata dai forti di Genova: Diamante, Fratello Minore, Puin, Sperone e Begato, posti i cima agli omonimi colli. Effettuato un tornante a destra, si attraversa la prima galleria (Arpexella, 599 m.), lunga 50 metri; subito dopo si apre un secondo belvedere con cartello esplicativo, con bella vista sulla bassa Valpolcevera. Si giunge alla seconda galleria (Cà Bianca, 660 m.), lunga 25 metri, per poi tagliare il versante nord-ovest del monte fino a un crocevia di sentieri, con edicola votiva, all'altezza di un costone da cui si ammira il versante nord della valle (740). Procediamo ora lungo il versante sud del Figogna, con il complesso del Santuario della Guardia ormai in vista, fino al capolinea della guidovia (770), nello spiazzo sottostante la cappella dell'Apparizione.
Breve visita al luogo della fondazione originaria, e prendiamo a sinistra la carrabile che in poche decine di metri conduce al piazzale esterno del Santuario, con bar, ristorante, albergo e negozi. Tramite una porta a vetri si accede ai chiostri, che si aprono su un enorme piazzale interno (804), con belvedere a picco che offre un panorama mozzafiato su tutta la valle (purtroppo nella circostanza offuscato dalla foschia e dall'ora ormai tarda). Al centro, la basilica ha dimensioni imponenti, risultando comunque stipata di fedeli (è in corso la Messa) nonostante l'ora ed il vento sferzante. Avendo deciso di far ritorno in autobus, ci affrettiamo ad acquistare i biglietti presso una rivendita di souvenirs (vincendo un'inspiegabile resistenza della commessa a venderceli, mah...) e a raggiungere la fermata presso il piazzale esterno. In meno di mezz'ora siamo alla stazione di Bolzaneto, da cui raggiungiamo Pontedecimo in treno.
 

Distanza percorsa: 9 km circa
Dislivello totale: 712 m.
Tempo impiegato: 2h 43'
 
 
Bibliografia:
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Ferrovia333 visite
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Case Marseno306 visite
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Monti Figne, Taccone e Leco228 visite
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Cosa?334 visite
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Ceranesi dominato dai monti243 visite
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Equini a Gaiazza246 visite
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Protagonismo equino248 visite
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Gaiazza, inizio guidovia604 visite
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Ceranesi e Campomorone dalla guidovia272 visite
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Guidovia, cartello esplicativo319 visite
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Mountain-bikers332 visite
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