Inizio > Escursioni > Monti Croce Martincano e Maggiorasca (GE), 18 luglio 2010

Dettagli escursione

Pian di Pendin-Monte Croce Martincano-Monte Maggiorasca-Prato della Cipolla-Rocca d'Aveto-Lago Riane-Passo della Lepre-Pian delle Rocche-Pian di Pendin


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Da Piacenza prendiamo la SP654R di Val Nure fino al Passo del Tomarlo (12,5 km dopo Selva). Ignorando la deviazione a sinistra per Bedonia, proseguiamo per altri 800 m. fino a Pian di Pendin (1366 m., la località non è indicata ma è riconoscibile per i segnavia CAI a destra della provinciale ed uno spiazzo asfaltato a sinistra, dove parcheggiamo l'auto).

Consumato il nostro abituale pranzo al sacco in una radura adiacente lo spiazzo - in buona compagnia, la zona è meta di picnic - attraversiamo la carrabile incamminandoci su un'ampia mulattiera contraddistinta dal segnavia CAI 192 per il Passo della Lepre. Dopo 5 minuti svoltiamo a destra, imboccando il sentiero indicato con il segnavia FIE "X gialla" per il monte Croce Martincano e il Maggiorasca. La traccia si snoda dapprima tortuosa tra una macchia ed arbusti, ma in breve arriva a contornare l'imponente mole rocciosa del monte, che si aggira verso est fino ad incontrare il sentiero FIE "due bolli gialli", proveniente da destra. Svoltando a sinistra si giunge subito ad un corridoio prativo, che si imbocca verso sinistra guidati dal suddetto segnavia, arrivando in meno di 45' dal bivio alla spianata sommitale del Croce Martincano (1724), sormontata da una croce in legno.

Dopo aver contemplato il panorama sui monti della val d'Aveto, della val Ceno e, alle nostre spalle, sul fianco sud del Maggiorasca, torniamo sui nostri passi fino all'incrocio col percorso "X gialla", che riprendiamo verso sinistra per piacevole mulattiera in falsopiano nella pineta. Superato il bivio col sentiero CAI 196, che si stacca a sinistra diretto alla Rocca del Prete, il sentiero rimonta con decisione nel folto il versante sud-est del Maggiorasca, uscendo allo scoperto quando alla sommità manca il tratto più ripido, che si risale faticosamente per prati contornando imponenti contrafforti rocciosi. In circa 35' dalla vetta del Croce Martincano arriviamo in cima al Monte Maggiorasca (1799), convenzionalmente identificata con la statua della Madonna di Guadalupe rivolta verso S. Stefano, anche se il punto più alto è quello su cui trova spazio una selva di ripetitori TV.
Sosta obbligata per ammirare e fotografare il panorama sui monti della val d'Aveto, ma proseguendo lungo il piano sommitale la visuale si amplia a tutta la val Nure e la val Ceno. Piacevole anche trovarsi a condividere queste emozioni con altri escursionisti, una volta tanto: si conferma che i liguri sono più camminatori dei piacentini, anche se gli impianti di risalita da S. Stefano riaperti di recente danno il loro contributo.

Seguendo il segnavia FIE "rombo giallo", che dalla vetta ha preso il posto della X gialla, iniziamo la discesa verso la sella col Monte Bue su ampia mulattiera tra gli alberi. Giunti alla sella, lo shock: il sentiero CAI 001 provieniente dalla vetta del Bue, che nella nostra precedente visita era largo sì e no un metro, è stato "triplicato" e reso polverosa strada di cantiere dai lavori per i suddetti impianti di risalita! Idem il prosieguo verso Prato Cipolla del sentiero "rombo giallo", che non avevamo mai percorso ma che i mezzi d'opera hanno reso un'ampia sterrata scivolosa, malagevole e pure pericolosa da scendere a piedi, data la pendenza e l'assenza di appoggi stabili. Complimenti per l'attenzione alle esigenze degli escursionisti, oltre che per la ferita inferta al paesaggio...
Con non poche difficoltà di equilibrio, in circa 25' dalla vetta del Maggiorasca arriviamo dunque al Prato della Cipolla (1578), storica meta di pic nic, base per le escursioni sui monti circostanti grazie alla presenza di un rifugio ed oggi servito da una seggiovia con partenza da Rocca d'Aveto. Seggiovia che, a giudicare dalle calzature della grande maggioranza dei presenti, non v'è dubbio abbia centrato il proprio obiettivo, con un impatto ambientale - a differenza del secondo tratto per il monte Bue appena visionato - anche modesto. La speranza è che chi arriva qui in seggiovia oggi coi sandali, un domani magari inizi a salire sul Bue o sul Maggiorasca e un dopodomani arrivi fin qui direttamente a piedi...

Merenda presso il rifugio - pure ristrutturato a seguito dell'apertura degli impianti, ma a quanto pare senza più un locale aperto fuori dagli orari dei medesimi: gli appassionati ringraziano - e si riparte, proseguendo attraverso il prato nella direzione da cui siamo arrivati fino ad entrare nel bosco (sempre guidati dal rombo giallo FIE) sull'angolo opposto rispetto al rifugio. Circa mezz'ora di discesa nel folto, senza incertezze ma su fondo talora sconnesso, conduce ad un piazzale asfaltato nei pressi della stazione di partenza di Rocca d'Aveto (1281).

Qui si svolta a sinistra, abbandonando il sentiero "rombo giallo" diretto a S. Stefano e ritrovando il segnavia CAI 192, che passa sotto la seggiovia e prosegue in salita, su strada dapprima asfaltata ma ben presto sterrata. Tre-quattro curve e si raggiunge un crocevia di sentieri: noi prendiamo a destra la mulattiera contrassegnata col segnavia CAI 190 per il Lago Riane (1289), che si raggiunge in 20' da Rocca d'Aveto attraversando in falsopiano prati e radi arbusti. Lo stesso lago, sormontato dal severo bastione della Rocca del Prete, si presenta come una conca prativa, benchè sia alimentato da una sorgente perenne sul lato nord-est: anche quando il l'acqua è più alta, nella stagione del disgelo, è sempre coperta alla vista dall'abbondante vegetazione palustre.

Abbandoniamo il sentiero CAI 190, che prosegue a destra verso S. Stefano, procedendo dritto all'estremità del lago lungo la diramazione 190a, che lo contorna per arrivare all'incrocio col 192; qui si svolta a destra in salita verso il Passo della Lepre (1406), che si raggiunge in 25' dal Lago.
Si mantiene la mulattiera, tralasciando la diramazione "X gialla" che si immette da destra, fino al Pian delle Rocche, altro crocevia di sentieri. Anche qui si ignora il percorso 194, che si stacca a sinistra verso la Rocca del Prete, mantenendo la sterrata principale contrassegnata dai segnavia 192 e X gialla fino al punto in cui, sulla sinistra, si stacca il percorso "X gialla" che avevamo preso all'andata per il monte Croce Martincano. In 25' dal Passo della Lepre siamo di ritorno a Pian di Pendin, dove riprendiamo l'auto.

Tempo impiegato: 3h 44'
Energia bruciata: 790,4 KCal

Distanza percorsa: 9,1 Km
Dislivello in salita: 575 m.
Dislivello in discesa: 621 m.

Cartografia:
Santo Stefano d'Aveto - Carta escursionistica e stradale 1:25.000, Comune di Santo Stefano d'Aveto - CAI, 2009

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Appare il Monte Croce Martincano69 visite
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Pinnacoli del Croce Martincano38 visite
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Versante ovest del Croce Martincano36 visite
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Ghiaione ai piedi del Croce Martincano40 visite
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Giglio martagone ai piedi del Croce Martincano50 visite
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Giglio martagone ai piedi del Croce Martincano41 visite
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Prato sommitale del Croce Martincano40 visite
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Emanuela sulla vetta del Croce Martincano40 visite
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Meditazioni in vetta al Croce Martincano33 visite
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Monti Montarlone ed Oramara dal Croce Martincano32 visite
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Ronco d'Alessio dal Croce Martincano39 visite
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Pian di Pendin dal Croce Martincano43 visite
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Fondovalle dell'Aveto dal Croce Martincano40 visite
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Monti Trevine, Penna e Cantomoro dal Croce Martincano31 visite
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Monti Tomarlo, Romezzano e Chiodo dal Croce Martincano36 visite
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Monte Cappello dal Croce Martincano42 visite
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