Inizio > Escursioni > Alta via del Golfo (SP), 1° maggio 2010

L'Alta via del Golfo della Spezia

L’Alta via è un sentiero panoramico che percorre tutto il crinale che circonda il Golfo della Spezia, da Portovenere a Bocca di Magra, attraversando il territorio del Parco Naturale Regionale di Montemarcello-Magra. Si sviluppa in prevalenza su crose (le antiche strade a gradini dell'entroterra spezzino), sentieri che attraversano terrazzamenti a vigneto o uliveto, strade carrabili secondarie. Seguendo percorsi anticamente utilizzati da abitanti  e lavoratori dell'entroterra per gli spostamenti quotidiani nelle campagne,  aggira preferibilmente i rilievi anzichè valicarli: il dislivello complessivo è di 1702 metri e non si sale mai a un'altezza superiore a 600 metri, anche se l'andamento è piuttosto movimentato, dovendo assecondare tutte le valli e le dorsali. Non presenta particolari difficoltà tecniche nè di orientamento, essendo marcata per tutto il tracciato dal segnavia specifico AVG, che accompagna i tradizionali segnavia bianco-rossi del CAI; nelle descrizioni delle singole tappe evidenziamo comunque eventuali punti critici. Un servizio di mezzi pubblici efficiente anche nei festivi consente di tornare agevolmente alla partenza dal punto d'arrivo di giornata.
Abbiamo deciso di percorrere l'Alta via da Bocca di Magra a Portovenere, suddividendola in 5 tappe: Bocca di Magra-La Serra, La Serra-Buonviaggio, Buonviaggio-La Foce, La Foce-Campiglia, Campiglia-Portovenere.

Cartografia:
Il Parco Naturale Regionale di Montemarcello - Magra e Alta Via dei Monti Liguri - Carta escursionistica scala 1:25.000, Studio Cartografico Italiano, Genova

Dettagli V tappa

Acquasanta-Campiglia-Bocca dei Cavalin-Sella di Derbi-Le Crocette-Portovenere


Visualizzazione ingrandita della mappa

Giunti a La Spezia percorrendo l'A1 in direzione Bologna e poi l'A15, seguiamo le indicazioni per Portovenere fino ad Acquasanta (16 m.), dove svoltiamo a destra in via Caporacca (indicazioni per Campiglia). Parcheggiamo l'auto avvicinandoci più possibile al cimitero, dove troviamo il segnavia AVG.

Naturalmente è possibile salire a Campiglia, effettivo punto di partenza della tappa, con il bus 20, da via Chiodo alla Spezia o direttamente da Acquasanta.

Pochi metri lungo la carrabile per Campiglia e si svolta a sinistra su una sterrata che, superate le ultime abitazioni della frazione, corre parallela fra orti e coltivazioni terminando ad un incrocio a T. Qui si ignora la carrareccia che sale a sinistra e si è costretti a immettersi, svoltando sempre a sinistra, sulla rotabile, che per circa 800 metri ha cancellato ogni traccia del'antica via per Campiglia. La si ritrova su un tornante a sinistra (102), all'altezza della cabina di un metanodotto: una scalinata in cemento supera il dislivello creato dallo sbancamento per la costruzione della strada, raccordandosi a destra con l'antico tracciato, che continua a costeggiare il Caporacca immergendosi in un bosco misto sempre più fitto. Scesi alla confluenza nel Caporacca del Rio Fontanella e del Rio Ciappa dei Vecci, si supera quest'ultimo su un ponticello riguadagnando progressivamente quota su sentiero, finchè appaiono i primi gradini in arenaria dell'antica scalinata.

Costruita a fine '800, questa crosa gradonata è stata l'unico collegamento tra Acquasanta e Campiglia fino all'avvento della strada rotabile. I gradini sono realizzati con lastre di pietra arenaria locale disposta a schiena d'asino per favorire il deflusso dell'acqua piovana ai lati. Dopo una lunga stagione di abbandono, è stata recuperata nel 2005 dall'Associazione Campiglia.

Dapprima stretta ed appena leggibile tra la vegetazione, si fa sempre più larga e curata man mano che i bassi gradini risalgono il versante montuoso, mentre cartelli botanici informano sulle caratteristiche e le piante del bosco. La crosa si interrompe solo all'incrocio con una sterrata forestale, riprendendo dalla parte opposta ancora una volta con una gradinata in cemento a superare il dislivello creato dallo sbancamento. Quando si arriva al bivio per Coregna - il sentiero si stacca a destra ma sul cartello in legno è non è più leggibile alcuna indicazione - si è ormai alle porte di Campiglia (390); qui la scalinata diventa via della Chiesa, la stradetta che ne attraversa il centro storico - con begli scorci sul Golfo - fino alla parrocchiale di S. Caterina d'Alessandria.

Ci rifocilliamo sul belvedere panoramico offerto dalla piazza e riprendiamo il sentiero, che si stacca ben indicato a sinistra del tozzo campanile, fiancheggia un'area di ristoro e poco dopo un mulino a vento seicentesco da poco restaurato. Si esce momentaneamente dalla pineta per scendere a sinistra sull'asfaltata, nei pressi di un vecchio campo sportivo adibito a parcheggio, ma vi si rientra subito dopo a destra, giungendo in circa 15' dal mulino alla sella di Bocca dei Cavalin (360). Qui si lascia a sinistra l'asfaltata per Le Grazie e si prosegue dritto lungo la costa, seguendo le puntuali indicazioni per Portovenere, con spettacolare vista a mare.
In 10' si sovrasta Punta Persico con l'omonimo minuscolo borgo arrivando al belvedere del Castelletto Bertonati, antica casa torre che si scorge più sotto ed è raggiungibile tramite una variante, ormai quasi illeggibile, che si stacca proprio da questo punto.

La variante del Castelletto, fino a una ventina d'anni fa ancora segnata col segnavia 1/c, costituiva un tratto dell'antica Via Provinciale che collegava Genova a La Spezia lungo la costa, detta anche Via dei Banditi per le inevitabili scorrerie a cui erano soggetti i viandanti.

Pochi minuti ancora lungo il versante a mare del Monte Castellana e rientriamo nella boscaglia, sfiorando la strada militare dell'omonimo forte e passando accanto ad un cippo che ricorda i caduti di un incidente aereo del 1937; appena oltre si trova la Sella di Derbi (190), che si raggiunge in 15' dal Belvedere ritrovando l'asfaltata. La si mantiene per un altro quarto d'ora, solamente tagliando dritto su sentiero - ben indicato - un tornante a destra, fino a fiancheggiare due cave di marmo: poco oltre, su una nuova curva a destra (250), la si abbandona, ignorando il segnavia 1/a, e si procede dritto su sterrata oltrepassando una sbarra (aperta).
Il sentiero nel primo tratto scende ampio e dolce, con bella vista sulle Grazie, assumendo una pendenza molto più marcata poco prima delle Crocette (167), dove si trovano blocchi di marmo e resti di macchinari della dismessa Cava Canese. Di qui cala ripidamente per gradini sommariamente intagliati nella roccia e nelle radici degli alberi, richiedendo attenzione soprattutto in caso di fondo viscido o di forte traffico pedonale, con stupendi scorci sul Golfo della Spezia, l'isola Palmaria, il Castello Doria e Portovenere (8), che si raggiunge contornando su ripida gradonata il castello medesimo in 30' circa dalla Sella di Derbi.

Ci concediamo, dopo 6 anni di assenza, una visita al borgo e un po' di relax presso la grotta di Byron, purtroppo deturpata da troppi rifiuti e dalla presenza di beceri giovinastri; prendiamo infine il bus 11/P che ci riporta ad Acquasanta.


Tempo impiegato: 3h 56'
Distanza percorsa: 7,56 Km
Dislivello in salita: 574 m.
Dislivello in discesa: 583 m.


Bibliografia:
Spinato, Tra cielo e mare, Studio Cartografico Italiano, Genova, 1987

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Partenza da Acquasanta46 visite
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Sentiero parallelo alla carrabile31 visite
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Torrente Caporacca ad Acquasanta23 visite
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Si torna sull'asfalto34 visite
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Cava del Piano19 visite
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Inizio scalinata per Campiglia19 visite
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Ponte sul Rio Ciappa dei Vecci22 visite
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Antica via gradonata per Campiglia19 visite
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Salita verso Campiglia30 visite
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Prima vista di Campiglia21 visite
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Via della Chiesa a Campiglia38 visite
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Acetosella rizomatosa a Campiglia57 visite
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Archivolto a Campiglia25 visite
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Golfo della Spezia e Apuane27 visite
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Mulino a vento a Campiglia22 visite
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Campiglia dal mulino22 visite
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