Inizio > Escursioni > Monti Fasce e Moro (GE), 18 aprile 2010

Dettagli escursione

Sella di Bavari-Monte Proi-Prati di Fascia-Monte Fasce-Monte Moro-Quinto al mare


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Dall'uscita autostradale di Genova est seguiamo il lungo Bisagno verso monte finchè, all'altezza di Prato, ad una rotonda svoltiamo a destra seguendo l'indicazione per Bavari. Alcuni chilometri di salita tortuosa ed arriviamo alla Sella di Bavari (320 m.), dove sorge un imponente Santuario dedicato alla Nostra Signora della Guardia. Lasciata l'auto nel posteggio dietro il sagrato, ci incamminiamo lungo via Piani di Ferretto, che sale a sinistra proprio di fronte all'ingresso della chiesa, contrassegnata dal segnavia FIE "rombo rosso vuoto".

Superato il cimitero ed un paio di ville si lascia a sinistra la strada che conduce al campo sportivo prendendo una diramazione a destra, che supera le ultime case e in breve diventa sterrata. Al successivo bivio, ben guidati dal segnavia, si gira a sinistra e poi subito a destra, seguendo la crosa ciottolata che sale per tornanti in direzione nord le pendici del Monte Riega. Superato un cancello si continua a salire sulla mulattiera selciata nel folto di un castagneto, portandosi gradualmente sul versante a mare del monte: in un breve tratto allo scoperto appare il Monte Fasce, nostro obiettivo di giornata.
Oltrepassata una radura con una curiosa porta in legno, costituita da due pali infissi nel terreno ed una traversa, prima di giungere a due edifici rurali in disuso occorre abbandonare il sentiero e tagliare a sinistra il pendio in direzione nord (segnavia poco evidente), seguendo un'esile traccia che sviluppa alcuni tornanti confondendosi nella boscaglia. In breve si giunge ad una spianata erbosa ai margini del bosco (568), con ampia vista panoramica - finalmente! - sulla bassa valle del Bisagno. Procediamo per prati con gli alberi alla nostra destra, disegnando un'ampia curva in direzione del crinale, quando improvvisamente i segnavia - già radi - scompaiono del tutto. Dopo alcuni minuti di incertezza, la nostra intuizione si rivela azzeccata: occorre completare la curva per il prato raggiungendo la mulattiera sul crinale; i lavori di sbancamento per il metanodotto hanno cancellato il segnavia per un buon tratto, ma dopo un po' ricompare.

Saliamo ora senza incertezze sul panoramico crinale del Monte Proi, raggiungendone la sommità a quota 833 (1h 28' da Bavari) e proseguendo per saliscendi. Giunti ad una sella erbosa si tralascia una mulattiera che scende a destra fiancheggiata da una recinzione, salendo ancora dritti lungo lo spartiacque (segnavia carente). Ci portiamo così gradualmente sul fianco occidentale del Monte Bastia, che contorniamo in leggera discesa fino all'ampia sella prativa dei Prati di Fascia (746), al termine dei quali la mulattiera interseca la strada asfaltata proveniente dal monte Cordona, già in vista da diversi minuti. Attraversata la carrabile, imbocchiamo sulla sinistra la diramazione - sempre asfaltata - che tra prati fioriti a narcisi e comitive di gitanti sale inesorabile fino alla sommità del Monte Fasce (832), dove una modesta croce metallica si confonde nella selva di ripetitori e antenne (1h 21' dal monte Proi).

Seguendo ora il segnavia FIE "T rovesciata rossa", che ci accompagnerà nella discesa fino a Quinto, arriviamo alla fine dell'asfaltata, contornando gli ultimi ripetitori in discesa su un prato scosceso per poi tagliare dritto a sud su un sentierino tra l'erba: in questo tratto in forte pendenza occorre prestare attenzione al fondo scivoloso, specie con tempo umido. In compenso, il panorama sulla cresta sud del monte Fasce che si allunga verso il mare è mozzafiato, e reso ancor più ameno dalle innumerevoli fioriture di narcisi.
La discesa si fa poi un po' meno ripida e più sicura, interrompendosi ai piedi di un colletto secondario del Fasce che si sale per tornanti su roccia, fino ad una spianata (575) che presenta strani resti (crediamo di postazioni militari) ed offre una bella vista sulle stratificazioni del monte medesimo. Si torna quindi a scendere per prati e roccette, fino alla vetta del Monte Moro (489), su cui sorgono ruderi di costruzioni in sasso certamente reimpiegate ad uso militare nella II guerra mondiale al servizio delle sottostanti Batterie, ma che a nostro giudizio erano fabbricati rurali preesistenti. Fiancheggiando un muretto a secco scendiamo ancora, su fondo estremamente accidentato verosimilmente conseguenza del disfacimento di un rudimentale selciato, oltrepassando un traliccio elettrico ed arrivando ad una cappelletta su uno slargo asfaltato (405), dove giacciono carcasse di automobili e mezzi distrutti dall'incendio che nel 2009 ha devastato la zona.

Tralasciando la carrabile proveniente da Apparizione, manteniamo la sinistra ritrovando il segnavia su uno stretto sentiero che, oltre il piazzale, rasenta prima un muro e poi una recinzione sul pendio tristemente arso, però con meravigliosa vista sul Golfo del Paradiso fino al promontorio di Portofino. Si piega quindi verso ovest in parallelo alla costa, attraversando le postazioni della contraerea parte delle Batterie di Monte Moro (406). Qui il segnavia, non molto evidente, risale leggermente verso nord-ovest per poi scendere ad incrociare nuovamente l'asfaltata (332), che si segue per pochi metri verso sinistra riprendendo poi il sentiero a destra in discesa. Si ignora una deviazione a destra e dopo un tratto in direzione sud si piega verso ovest su un altro pendio riarso, dove si procede diritto praticamente a vista tra roccette e radi arbusti, essendo il segnavia assente per lungo tratto, fino a raggiungere altre costruzioni delle Batterie, quelle dell'unità costiera. Ritrovato il segnavia, scendiamo per gradini fino ad uno spiazzo in cemento che pure sormonta altre postazioni delle Batterie: ignorata una deviazione che scende a sinistra, si prosegue verso destra addentrandosi nella boscaglia. Da qui fino all'arrivo il segnavia, ora ben visibile ed affidabile, permette di percorrere i numerosi tornanti nel folto senza grandi incertezze, ignorando una deviazione a destra prima di immetterci verso sinistra sulla carrareccia che - tralasciata un'altra diramazione a destra - conduce, diventando verso la fine asfaltata, al cimitero di Quinto al mare (36, 1h 41' dalla vetta del Monte Fasce).
Contornato il camposanto verso sinistra, arriviamo su Corso Europa, che seguiamo a destra fino alla prima fermata dell'autobus. Qui prendiamo il 17 fino all'incrocio con via Timavo, dove saliamo sul 584 che ci riporta fino alla Sella di Bavari. Alle luci della sera, debilitati ed affamati, prima di ripartire ci fermiamo all'Osteria dei Cacciatori per una meritata grigliata.


Tempo impiegato: 4h 30'
Energia bruciata: 856,4 KCal
Distanza percorsa: 9,42 km
Dislivello in salita: 697,4 m.
Dislivello in discesa: 981 m.


Bibliografia:
Parodi, I monti di Genova, Andrea Parodi Editore, Genova, 1999
Riviera di Levante e Golfo del Tigullio - carta dei sentieri e dei rifugi 1:25.000, Edizioni Multigraphic, Firenze

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Valle del Rio Torbido dalla Sella di Bavari81 visite
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Santuario alla Sella di Bavari55 visite
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Santuario alla Sella di Bavari, campanile.42 visite
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Monti Castellaro e Poggiasco dalla Sella di Bavari44 visite
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Mulattiera lastricata salendo il monte Riega57 visite
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Alta valle del Rio Torbido salendo i fianchi del Riega39 visite
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Monti Alpesisa, Lago e Bano salendo al Riega44 visite
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Bassa val Bisagno contornando il monte Riega35 visite
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Bavari aggirando il monte Riega44 visite
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Mulattiera lastricata38 visite
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Bassa valle Sturla aggirando il monte Riega40 visite
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Euforbia cipressina salendo le pendici del monte Riega65 visite
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A breve si taglia a sinistra52 visite
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Zampa del Diavolo e monte Poggiasco aggirando il Riega48 visite
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Colle di Creto, Monti Alpe ed Alpesisa dal monte Riega38 visite
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Alta val Bisagno dal monte Riega70 visite
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