Inizio > Escursioni > Alpi Apuane (MS), 26 luglio 2009

Dettagli escursione

Vinca-Maestà del Doglio-Capanne del Giovo-Foce del Giovo-Capanna Garnerone-Case dei Fiorentini-Maestà del Doglio-Vinca


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Da Piacenza, prendiamo l'A1 in direzione sud e poi l'A15, uscendo ad Aulla. Nel centro abitato prendiamo la SS63 per Fivizzano, fino a Gassano (12 km circa) dove svoltiamo a destra lungo la SS445 di Garfagnana. Dopo circa 3 km imbocchiamo a destra la SP10 per Monzone/Vinca, e dopo altri 4 km - all'altezza di Monzone - svoltiamo ancora a destra sulla SP59, che si addentra nel tetro fondovalle del Lucido, tra gigantesche pareti verticali, risalendo poi fino a Vinca (808 m.) per ripidi tornanti.
Al bivio alle porte dell'abitato prendiamo la strada che scende a destra, arrivando ad uno spiazzo alberato con panchine a fianco di un edificio abbandonato, dove lasciamo l'auto e consumiamo il nostro abituale pranzo al sacco.

Proprio di fronte imbocchiamo la strada asfaltata, contrassegnata dal segnavia CAI 190, che sale ad un lavatoio e poi alla chiesa di S. Andrea, attraversando il borgo (attenzione ad una svolta secca a sinistra) tra abitazioni rurali caratteristiche fino a che la vista si apre, a destra, sul monte Sagro e la Torre di Monzone. Usciti dall'abitato, al termine della carrabile si staccano a destra i sentieri 38 e 175 (che nel primo tratto coincidono) addentrandosi brevemente in un castagneto per uscirne attraversando un tratto di rocce piuttosto scivolose. Superato il precario ponticello sul canale Doglio (impressionante la vista sulle marmitte sottostanti), si rientra nel bosco giungendo in breve alla Maestà del Doglio (880), cappella votiva dedicata alla Madonna Ausiliatrice, di cui contiene un rilievo marmoreo. Qui i due sentieri si dividono, e noi prendiamo il 175 che sale a sinistra (l'imbocco è infrascato e poco visibile). Inizia una salita regolare ma piuttosto ripida in un castagneto secolare, che però risente dell'attuale carenza di manutenzione; il segnavia è comunque ottimo e non vi sono problemi di orientamento. Oltrepassati i 1000 metri il castagno cede gradualmente il passo alle conifere, ed anche la salita si attenua, finchè si esce all'aperto (1216) nella distesa prativa di Capanne del Giovo, antico insediamento di pastori dove si trovano i resti di diverse baite in sasso (1h 20' da Vinca). Ci dissetiamo presso una fonte da cui sgorga acqua freschissima, abbacinati dalla spettacolare vista a 360° sulla cresta Nattapiana a nord-est e su monte Sagro e Torre di Monzone a sud-ovest.
Riprendiamo l'ascesa, che da qui diventa assai impegnativa benchè costante, procedendo per tornanti tra prati e roccette; giunti ad un valico tra due puntoni rocciosi, scopriamo ahinoi che la salita non è ancora terminata: raggiungere la Foce del Giovo (2h 6' da Vinca) costerà ancora un po' di fatica, su un terreno dove ormai prevale la roccia e la vegetazione si fa più rada, richiedendo maggiore cautela. La Foce (1502), sella tra Pizzo d'Uccello e Cresta Garnerone, è un vero giardino dove l'escursionista può godersi un meritato riposo in una cornice da togliere il fiato: oltre allo sperone incombente del Pizzo (a nord) ed alla Cresta Garnerone (a sud), la vista si apre ad est sul Monte Pisanino e la valle del Serchio, mentre ad ovest contempla tutta la dorsale sulla sponda opposta del Lucido (Monte Spallone, Monte Sagro, Puntone della Piastra, Monte Borla, Torre di Monzone).

45' di estasi e riprendiamo il cammino, scendendo per lo stesso sentiero dell'andata fino all'incrocio - individuato con qualche difficoltà causa segnavia carente - con il sentiero 37 (1297), che imbocchiamo verso sinistra. Dopo un breve tratto di costa su terreno roccioso si perde quota attraversando una rada boscaglia (1214), giungendo poi alle falde della Cresta Garnerone, di cui si contorna in falsopiano l'intero versante occidentale su un'insidioso ravaneto, in un paesaggio lunare. Terminato il ghiaione si rientra nel bosco, giungendo in pochi minuti (1h 5' dalla Foce del Giovo) alla Capanna Garnerone (1260), spartano ricovero gestito dal CAI di Carrara presso il quale facciamo rifornimento d'acqua. A destra del rifugio, subito al di sotto del punto d'arrivo, prendiamo il sentiero 173, denominato "strada di Vinca", che taglia a mezza costa verso nord-ovest raccordandosi nei pressi di un rudere (1150) al 38; quest'ultimo, un'ampia carrareccia sterrata, lambisce le pregevoli ville in località Case dei Fiorentini (994) e scende gradualmente fino alla Maestà del Doglio, donde facciamo ritorno a Vinca per la stessa strada seguita all'andata (2 h 30' dalla Foce del Giovo).

Tempo impiegato: 4h 36'
Distanza percorsa: 8,4 km
Dislivello in salita: 927 m.
Dislivello in discesa: 927 m.

Cartografia:
Versilia - Parco delle Alpi Apuane, carta turistica e dei sentieri 1:50.000, Edizioni Multigraphic, Firenze

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Carciofo selvatico a Vinca250 visite
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Cresta Nattapiana dal parcheggio di Vinca183 visite
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Vinca, partenza escursione156 visite
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Vinca, chiesa di S. Andrea155 visite
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Chiesa di S. Andrea a Vinca, sagrato con loggiato137 visite
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Vinca, abitazione rurale149 visite
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Monte Sagro e Puntone della Piastra da Vinca163 visite
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Formella sacra all'inizio del sentiero160 visite
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Vinca, Balzone e Torre di Monzone146 visite
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Cresta Nattapiana dal canale Doglio180 visite
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Marmitte del Canale Doglio152 visite
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Maestà del Doglio150 visite
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Curioso segnavia134 visite
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Cresta del Pizzo d'Uccello dalle Capanne del Giovo136 visite
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Monte Sagro dalle Capanne del Giovo133 visite
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Capanna al Giovo134 visite
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